Mediazione intergenerazionale

Mediazione familiare intergenerazionale (MFI): come, quando e perché

Esistono eventi, nella vita di ognuno di noi, che possono innescare conflitti, destabilizzare rapporti familiari, ridisegnare le modalità di divisione del lavoro fra partner e richiedere nuove organizzazioni del sistema familiare: uno di questi è senza dubbio la sopravvenuta non autosufficienza di una persona anziana, in contesti sempre più multigenerazionali, con compresenza anche

di 4 generazioni (almeno 2 anziane over 65). A volte capita di improvviso, altre volte è un fatto atteso, ci si scontra con una realtà critica, da dover gestire, in cui non sempre il portatore del bisogno riesce a comprendere e chi accudisce a governare la situazione.

L’evento critico (una malattia invalidante o uno stato di non autosufficienza di un famigliare) determina sia per chi ne viene colpito sia per il sistema familiare una condizione di crisi profonda, con destabilizzazione di equilibri e del ménage quotidiano, a volte in un clima di tensione, disorientamento, sconforto, fatica, rabbia, paura del futuro. Attorno a questa nuova situazione di totale dipendenza di un genitore anziano, si creano alleanze, e talvolta, si generano anche conflitti. Tra i componenti del sistema familiare possono emergere, infatti, conflitti interpersonali, più o meno intensi, profondi e distruttivi, spesso proporzionali alla pregressa competenza di gestione dei conflitti personali o familiari.

Prandi evidenzia che è una “fase di transizione che può sfociare in una riorganizzazione evolutiva della famiglia oppure, se sussiste scarsa capacità di adattamento, in una destrutturazione del sistema familiare’.

Mediazione intergenerazionale

Se siamo coinvolti in maniera diretta in questi processi – come figli, parenti, come caregiver o in altri ruoli – è difficile rimanere indifferenti alle dinamiche di incontro e scontro che si vengono a formare, si vive un forte disagio. Ecco perché, nell’ambito della mediazione familiare, ha preso sempre più spazio in questi ultimi anni la mediazione familiare intergenerazionale (MFI).

Un nome che spiega bene gli intenti alla base di questo approccio: intergenerazionale fa riferimento diretto alla pluralità di generazioni coinvolte nelle logiche di confronto e gestione della persona, e quindi nella mediazione stessa. I mediandi sono padri, madri, genitori non più autosufficienti (se non cognitivamente compromessi), ma anche badanti e assistenti e soprattutto figli, nipoti, parenti che partecipano a vario titolo nella cura dell’anziano. Se la mediazione familiare intergenerazionale viene accolta, ci si pone in una prospettiva di ascolto, incontro e cambiamento propedeutici al superamento di conflitti e incomprensioni.

L’obiettivo è quello di riorganizzare la vita familiare, tutelare i legami familiari e prendersi cura dell’anziano o della persona non autosufficiente. Per crescere da un punto di vista personale, relazionale, come sistema famigliare, mettendo al centro l’anziano non più autosufficiente, è necessario fermarsi per scambiarsi informazioni, per ridefinire i significati dell’essere presenza l’uno per l’altro, per ridefinire spazi e tempi, per condividere stati d’animo, esigenze,problemi, responsabilità e rilanciare un nuovo equilibrio.

Lo si fa non da soli, ovviamente, ma con la guida e l’aiuto di una mediatrice familiare qualificata, in grado di seguire e applicare protocolli di MFI efficaci, plasmati sulle necessità e le istanze del gruppo familiare. La Mediazione familiare intergenerazionale è, dunque, un intervento a sostegno della riorganizzazione delle relazioni familiari, in modo particolare dei legami che coinvolgono più generazioni e che sono in conflitto e vivono un momento di difficoltà.

La MFI un percorso strutturato attraverso cui, a fronte di un evento critico che fa “saltare” gli equilibri pre-esistenti nel sistema familiare, i familiari interessati (i mediandi), mediante l’aiuto di un terzo imparziale (il mediatore familiare), all’interno di uno spazio organizzato (setting) e di regole condivise, provano a riorganizzare i legami all’interno della famiglia, risolvendo il problema insorto, nell’ottica di un accordo mutualmente soddisfacente.

Vediamo più nello specifico obiettivi, modalità, tempistiche e vantaggi della MFI.

COME SI SVOLGE UNA MEDIAZIONE INTERGENERAZIONALE

Per affrontare e circoscrivere il tema della mediazione familiare intergenerazionale, dobbiamo prima comprendere gli obiettivi, le modalità e le prospettive con cui si svolge un percorso di questo tipo.

L’obiettivo del percorso di MFI è quello di strutturare, in presenza dell’evento critico all’interno del sistema familiare, nuovi equilibri fondati sulla collaborazione e la cooperazione, per prendersi cura dei legami, quali quello genitoriale esistente tra l’anziano/disabile e i propri figli, quello coniugale tra l’anziano/disabile e il coniuge (ove esistente), quelli di fratria/parentali ed, infine, le interazioni extrafamiliari con soggetti terzi (amministratori di sostegno, cooperative erogatrici di servizi, badanti, vicini di casa significativi etc.).

Obiettivi più pragmatici possono invece essere, ad esempio, quelli di individuare e organizzare le azioni assistenziali in favore dell’anziano (tipologie dei servizi e delle prestazioni assistenziali da erogare, luogo e modalità di erogazione, accessi presso la persona anziana da parte dei parenti, ruolo di ognuno di essi o di referenti terzi nel prestare assistenza, etc.), di disciplinare la cura attuale del patrimonio della persona anziana, in alcuni casi definire l’eventuale costo aggiuntivo da sostenere per i parenti coinvolti e ripartirlo in modo equo tra le parti.

Il lavoro che viene fatto in tale contesto è un lavoro di cesello, con le singole persone e sul gruppo familiare nel suo insieme. È utile effettuare singoli incontri (1/2) con i vari attori coinvolti, al fine di meglio capire i disagi di ogni partecipante al percorso, per poterli preparare in modo adeguato allo spazio e tempo della mediazione e spiegare loro dettagliatamente in che cosa consiste la mediazione familiare tra generazioni.

È, quello della MFI, un percorso in cui uno dei protagonisti – ovvero la persona anziana – potrebbe essere incapace di intendere e di volere. Qualora la persona anziana conservi una lucidità residua sufficiente a dare senso alla sua partecipazione o presenti una condizione psicofisica complessiva tale da poter sostenere un percorso di MFI, è preferibile concordarne la presenza e la partecipazione attiva nel percorso. In caso contrario è necessario concordare la sua non presenza. A volte è necessario che sia il mediatore raggiungere il domicilio dell’anziano (in caso di persone anziane affette da deficit della capacità deambulatoria o da altre patologie che impediscono di uscire dalla propria abitazione). Gli incontri si possono svolgere in presenza oppure online, a seconda delle esigenze e degli impegni di ciascuno.

In un contesto riservato, non giudicante, nel rispetto dei principi metodologici e deontologici della mediazione f., attraverso la facilitazione del mediatore familiare, ai mediandi verrà chiesto di esprimersi, di raccontare dubbi e difficoltà, di condividere quelli che sono i propri timori, le proprie aspettative, i propri bisogni. Occorre essere chiari e trasparenti, definire i propri ruoli e i propri limiti, sviluppare una maggiore consapevolezza riguardo alle risorse che possiamo offrire e che possiamo ricevere dagli altri.

Solitamente il lavoro in “plenaria” in stanza di MFI, per la trattazione degli argomenti individuati dai mediandi, al fine di raggiungere insieme un accordo condiviso sul progetto assistenziale, vede l’impegno prolungarsi per 5/6 incontri. È, inoltre, possibile organizzare successivi incontri di follow- up dalla redazione del progetto assistenziale di intesa, al fine di verificarne la tenuta.

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FREQUENZA E DURATA DI UN PERCORSO DI M.F.I.

Che si tratti di mediazione familiare, di mediazione in famiglia o di mediazione familiare intergenerazionale, la frequenza e la durata di un percorso non viene, comunque, mai stabilita a priori. È necessario conoscersi, fissare degli obiettivi, stabilire regole di comunicazione condivise. È importante darsi il tempo per stare nel dialogo, per sperimentare le decisioni prese e, se necessario, rivederle per perfezionarle, affinché risultino sufficientemente soddisfacenti per tutte le persone coinvolte. È un percorso, appunto, e a dettare le tempistiche sarà il gruppo familiare che si viene a costituire e ad incontrare in stanza di Mediazione.

La frequenza va poi a braccetto con la durata di ogni incontro. Ognuno, come è naturale che sia, ha i suoi impegni, i suoi obblighi, la sua tabella di marcia da rispettare. Non avrebbe alcun senso fissare incontri di tre, quattro ore, poiché la qualità del lavoro ne risentirebbe. Si cerca piuttosto di rispettare un tempo di 60-90 minuti, e questo è possibile grazie a un metodo collaudato, che ho avuto modo di sperimentare e affinare in oltre quindici anni di attività come mediatrice familiare. Ma quali sono i benefici e i risultati di una mediazione intergenerazionale per chi ha persone anziane non autosufficienti da accudire? Cosa aspettarsi da un percorso del genere? E perché investire risorse ed energie in questa direzione?

BENEFICI E TRAGUARDI DELLA MEDIAZIONE INTERGENERAZIONALE

Parente non autosufficiente

A fronte di un evento estremo come la perdita di autosufficienza di un parente stretto, oltre alla necessità di mettere al centro i bisogni fisici e psico-relazionali, espressi o celati, a volte antitetici, della persona fragile, ci si trova a dover vivere una situazione di forte caos e stress emotivo, a non sentirsi più in grado di comunicare con il proprio partner/genitore/nonno, a soccombere di fronte alle necessità logistiche del momento.

Ed ancora, spesso, nell’impattare con la condizione della dipendenza, della malattia fisica e mentale, dell’idea della morte di un proprio caro, si deve imparare a gestire un carico, mentale e fisico molto intenso, si devono affrontare problemi etici, economici, burocratici, logistici, organizzativi. A livello si sistema familiare bisogna attraversare riorganizzazioni relazionali dell’intero corpo familiare, con ridefinizione di ruoli e ridistribuzione delle risorse esistenti e, magari, per ricavare spazi/tempi di vicinanza e assistenza, ad affrontare scelte estreme nel caso in cui si sia ancora in età lavorativa (conciliazione famiglia lavoro).

Sono esempi delle problematiche più comuni che interessano donne e uomini di fronte a scenari di conflitti intergenerazionali. I benefici di un percorso di mediazione familiare intergenerazionale includono:

– Possibilità di riconoscere le situazioni di fragilità familiare prima che l’escalation conflittuale provochi lo sgretolamento della rete di solidarietà intergenerazionale.

– maggiore comprensione reciproca della situazione in essere, delle sue evoluzioni, delle sue prospettive

– riduzione del conflitto, trasformazione della rabbia e delle emozioni spiacevoli in stati d’animo positivi, ripresa del dialogo tra le persone per meglio collaborare con corresponsabilità, motivazione, rispetto, fiducia reciproca e solidarietà.

– migliore efficienza dei processi decisionali, con ripercussioni positive sul tempo a disposizione e sul benessere della persona accudita e dei suoi caregivers

– Rilancio di prospettive di senso per rigenerare i legami attraversati dal conflitto.

Questa lista riporta solo alcuni esempi, ma i traguardi che si possono raggiungere sono anche altri e variano in funzione degli obiettivi e dei presupposti della mediazione Familiare (che in certi casi potrebbe anche non essere la soluzione più appropriata). Se non sei sicuro del percorso da intraprendere, ti invito a considerare un primo incontro informativo telefonico o dal vivo, gratuito e senza alcun impegno. Continua a leggere e scopri come funziona!

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Nel ruolo di mediatrice familiare professionista certificata, offro i miei servizi di consulenza a persone in tutta Italia, sostenendo famiglie, partner e gruppi di genitori. Il mio studio si trova a Lecco, in Corso Promessi Sposi numero 44, ma gli incontri informativi ed il percorso di mediazione e di consulenza si possono svolgere anche online, tramite strumenti come Zoom o come Google Meet. Se vuoi intraprendere un percorso di mediazione familiare intergenerazionale, o se vuoi anche solo avere maggiori informazioni sui miei servizi, ti invito a prenotare un primo appuntamento gratuito e senza impegno. Compila il modulo che trovi nella pagina dedicata per saperne di più: sono a tua disposizione per guidarti passo passo nella pianificazione di una mediazione Familiare intergenerazionale completa, proficua e su misura. Approfittane!

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